Sì, avete capito bene: Shimano Deore XT Di2. Il colosso giapponese ce lo ha inviato, lo abbiamo installato sulla nostra bici e lo stiamo maltrattando (con cura) sui sentieri proprio in questi giorni. Quello che state per leggere, però, non è un test che si esaurirà in questo singolo articolo: per i lettori di QuiMTBMagazine.it questo sarà un viaggio a tappe. Vi terremo aggiornati nel tempo per capire come si comporta sulla lunga distanza.
Nel frattempo, il rodaggio è finito e abbiamo macinato i primi chilometri. Siete curiosi? Vi raccontiamo com’è andato il nostro primo incontro ravvicinato con lo Shimano Deore XT Di2. Buona lettura!
Perché XT e non XTR? Una questione di onestà intellettuale
Partiamo dalla tecnologia, ma soprattutto dalla filosofia. Molti di voi si chiederanno: “Perché non testate e non parlate del top di gamma, l’XTR Di2?”.
Il motivo è semplice e profondamente onesto: siamo amatori. Certo, amiamo fare fatica e allenarci duramente, ma Shimano stessa indica chiaramente che l‘XT è il prodotto pensato esattamente per il nostro target.

Potrebbe sembrare un controsenso voler ricercare la massima performance acquistando un prodotto di “seconda fascia”, ma la realtà dei fatti è un’altra. L’XTR esige una dedizione che fa rima con manutenzione. Un professionista porta al limite componenti ultraleggeri perché ha alle spalle un team di meccanici che, dopo ogni giro e prima di ogni gara, gli fa trovare una mtb pari al nuovo.
A quanti di noi capita? A nessuno.
Noi dobbiamo sporcarci le mani in garage, magari dopo cena, incastrando la passione tra il lavoro e la famiglia. Oppure dobbiamo portare la bici dal meccanico, investendo altri soldi. L’XT Di2 vince a mani basse su questo fronte: offre una costruttività più solida, materiali più resistenti e durevoli nel tempo. La vera magia? Shimano ha riversato tutta la tecnologia top dell’XTR sull’XT. Con un prezzo minore e qualche grammo in più, vi portate a casa il massimo della tecnologia disponibile.
Deragliatore Shadow RD+ e batteria: il cuore elettronico
La tecnologia che ci fa impazzire è tutta lì: il recupero dagli urti, la cambiata fulminea, la silenziosità e la prontezza. Il design si affida alla tecnologia Shadow RD+: un corpo macchina compatto, che non sporge più del necessario, tenendosi a debita distanza dalle rocce insidiose dei trail più stretti.
Online circolano video di persone che prendono a martellate il cambio per dimostrare che torna in posizione da solo. Noi, onestamente, non lo faremo. Ci basta sapere che questa tecnologia di sicurezza esiste! Per ora cerchiamo di guidare puliti (come vi raccomandiamo sempre!), ma se dovessimo prendere una bella botta,vi aggiorneremo.
Capitolo batteria: l’abbiamo lasciata per ultima di proposito. È nascosta, protetta e ha una durata che sembra infinita. Dobbiamo ammettere che nel primissimo periodo di rodaggio estrarla non è stato intuitivo: bisogna prenderci la mano con l’ubicazione dello sportellino. Un difetto? Assolutamente no. Si apre e si chiude solo per la ricarica, un’operazione che non inficia in alcun modo l’esperienza di riding.

La trasmissione 12v: 10-51 e cambiate infallibili anche sotto sforzo
Abbiamo installato il nostro Deore XT Di2 a 12 velocità con una generosa cassetta 10-51, abbinata a una guarnitura (ovviamente XT) con corona da 34 denti. Perché? Perché l’agilità serve tutta, specialmente nei periodi in cui la forma fisica non è al top, ma la voglia di scalare quel trail ripidissimo e scassato non manca mai.
Difficoltà di cambiata? Zero assoluto. Anche in fase di installazione e allineamento (che è semplicissima), è bastata una singola microregolazione dal manettino per far girare tutto come un orologio svizzero.
A proposito del comando cambio, il giudizio è ampiamente positivo, anche se con una piccola riserva nostalgica. Venendo da un comando Deore meccanico, i tasti del Di2 risultano meno “ariosi”, richiedendo di abituarsi alla compattezza del blocchetto elettronico. Tuttavia, il feeling tattile è impareggiabile. L’ergonomia è perfetta anche per chi ha mani grandi (come chi vi scrive).
Croce e delizia:nella versione Di2 si perde la possibilità di cambiare rapporto premendo in entrambi i sensi. Ma ce ne si fa una ragione in fretta, perché le leggende sulla cambiata Shimano sono vere: anche sotto sforzo estremo, la catena sale e scende senza esitazioni. Il Deore XT non perde un colpo. Ricordatevi solo che non farà il miracolo di tenervi in piedi se sbagliate traiettoria!


I freni Shimano Deore XT Di2: la vera, potente sorpresa del test
Se il gruppo trasmissione ci ha convinti, l’impianto frenante ci ha letteralmente stupiti. Mettiamo da parte il comparto cambio: qui si parla di freni potentissimi, modulabili ed estremamente ergonomici. Anche le pastiglie meno “aggressive” sulla carta restituiscono un feeling di controllo totale.
Verrebbe quasi voglia di fare le discese in surplace solo per gustarsi la potenza di questa frenata. E poi c’è l’ergonomia delle leve: quello che Shimano dichiara è pura verità. La leva si adatta perfettamente alla falange, si regola in un attimo e si sgancia altrettanto velocemente (una volta capito il pulsantino di sicurezza). Le possibilità di personalizzazione sono infinite, sia per i freni che per i pulsanti del comando cambio.

Cosa manca? Il sogno di un ecosistema completo
È difficile trovare un vero difetto a questo Shimano Deore XT Di2, quindi ci limiteremo a evidenziare una “mancanza” per una nicchia specifica di rider: i malati dell’allenamento meticoloso (categoria in cui, per pura passione, ci inseriamo anche noi).
All’appello manca un power meter proprietario integrato nella guarnitura, e ci piacerebbe tantissimo vedere anche un reggisella telescopico marchiato XT o XTR. In un ecosistema elettronico che funziona così bene, avere un “pacchetto unico” integrato e gestibile da un solo comando sarebbe la quadratura del cerchio per chi cerca soluzioni pulite e salva-tempo, pur lasciando libertà a chi preferisce mixare i componenti.
Conclusioni temporanee: non si torna indietro
Dopo questi primi test, abbiamo due certezze.
La prima è per i meccanici (anche quelli fai-da-te): montare l’elettronico è una liberazione. Niente cavi e guaine in acciaio da far passare nel telaio, una vera goduria.
La seconda è la proverbiale compatibilità Shimano, capace di far dialogare perfettamente i suoi componenti.
Si può vivere senza elettronica e cambiate istantanee? Certo, si risparmia peso e si investe in manutenzione. Ma la verità è che, una volta provata la precisione spietata del Deore XT Di2, difficilmente vorrete tornare indietro.
O forse sì? Continuate a seguirci su QuiMTBMagazine.it, perché il test non finisce qui.
Ci aggiorniamo presto! Nel frattempo, vi invitiamo a visitare il sito ufficiale Shimano.














