Scarpe Mtb: cosa conta davvero e perché il top non è sempre la scelta giusta

Scarpe Mtb
Foto “artistica” dalla Corea pubblicata sul profilo di Wilier Vittoria. Le scarpe da competizione di oggi sono evidentemente molto simili a quelle delle bici da corsa
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In un mondo dove si parla spesso di watt, bar, grammi, le scarpe vengono considerate quasi un dettaglio, più di quanto si dovrebbe. I piedi sono uno dei tre punti di contatto più importanti tra biker e bici, e per questo meritano il giusto interesse. Una buona scarpa può migliorare comfort, controllo e rendimento molto più di quanto si immagini. Ma esiste anche un equivoco piuttosto diffuso: pensare che una scarpa top di gamma sia automaticamente la scelta migliore per tutti.

Le scarpe da Mtb sono oggetti molto particolari perché devono mettere insieme caratteristiche spesso opposte (soprattutto quando si fa riferimento a discipline pedalate). Devono essere rigide ma anche comode, leggere ma resistenti, precise nella calzata ma sufficientemente artigliate. Rispetto alla bici da corsa, il mondo off-road richiede una versatilità completamente diversa (anche per queste esistono vere e proprie categorizzazioni).

Scarpe Mtb
La rigidità è un fattore importante, ma non per tutti

Anche il sistema di aggancio racconta molto. Gli attacchi Mtb consentono un movimento del piede maggiore rispetto a quelli stradali (un appunto importante in questo senso), proprio perché sui sentieri servono più libertà e maggiore capacità di adattamento. In fuoristrada il gesto della pedalata è meno “perfetto” e continuo rispetto all’asfalto: ci si alza sui pedali, si assorbono colpi, si cambia posizione continuamente. Per questo motivo la rigidità assoluta della suola, pur restando importante, non è l’unico parametro da considerare.

Anzi, spesso è proprio il contrario. Una scarpa estremamente rigida può diventare stancante sulle lunghe distanze o durante le uscite chilometricamente più impegnative. Trasmette meglio la potenza, certo, ma riduce anche la capacità del piede di adattarsi e assorbire vibrazioni. Alla lunga il comfort può risentirne molto più di quanto si pensi. E il comfort influenzare, parimenti, la prestazione.

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Nuovo modello di media gamma di Sidi. Soluzioni simili sono da valutare anche da chi fa un uso crosscountristico non estremo o Trail

Ed è qui che entra in gioco il vero punto fondamentale di una scarpa di livello: la calzata. Più ancora della chiusura (qui un approfondimento), del peso o del tipo di carbonio della suola. Una scarpa che avvolge bene il piede permette di pedalare meglio, riduce i punti di pressione e migliora la stabilità senza costringere. Ma queste caratteristiche non sempre si traducono automaticamente in maggiore comfort universale.

Ogni piede ha forma, volume e sensibilità differenti. Una scarpa perfetta per un agonista potrebbe risultare scomoda o addirittura inutilizzabile per chi pedala molte ore a ritmo cicloturistico. Ecco perché le scarpe Mtb non nascono spesso tutte con un unico obiettivo. Alla fine la scarpa perfetta non è quella più costosa o più rigida, ma quella che riesce a sparire durante la pedalata.