La Coppa del Mondo XC fa finalmente tappa in Italia e questo weekend i rider si daranno battaglia sui sentieri di La Thuile, in Val d’Aosta. Le caratteristiche del percorso parlano chiaro: per ora abbiamo visto solo vera mountain bike.
Come ogni venerdì di World Cup, l’aperitivo è servito con lo Short Track (XCC). È solo l’antipasto, ma queste due prove élite sono già uno specchio fedele per capire i valori in campo in vista del cross country olimpico (XCO) di domenica. Vediamo insieme cosa ci ha riservato la prova femminile.
Un tracciato ostico: 900 metri di pura tecnica
Il formato XCC si corre su un course breve, soli 900 metri, ma quello valdostano è senza dubbio uno degli Short Track più tecnici dell’intera Coppa del Mondo. Si inizia a tutta con una rampa in salita, curva a sinistra e ci si invola in discesa su alcuni gradini.
Qui gli atleti affrontano una contropendenza e un drop che non perdonano errori, per poi trovare pochi secondi di respiro su un piccolo tratto pianeggiante, l’ultima salitella spacca-gambe e lo sprint finale sul traguardo. In un contesto simile, in mezzo alla polvere, la regola per sopravvivere è una sola: guidare pulito e gestire le energie in modo chirurgico.

Tattica, scelte tecniche e la progressione di Rissveds
Sulla linea di partenza, l’attesa ruotava attorno a tre grandi temi. Innanzitutto la gara di casa di Martina Berta, che con la maglia tricolore addosso era impossibile non annoverare tra le favorite. C’era poi molta attenzione tecnica per l’iridata Alessandra Keller (Thomus Maxon), tornata a correre sulla 29” dopo l’esperimento sulle 32“: un dettaglio fondamentale da valutare in ottica del prossimo XCO. Infine, la donna da battere: Jenny Rissveds, la favorita d’obbligo, pur consapevoli che la mtb è sempre ricca di insidie.
Pronti, via: la selezione in testa è netta fin da subito, complice un percorso stretto, tecnico e ostico che mette tutte in fila. Al primo giro, al comando di un gruppetto di appena una decina di unità, transitano Stigger, Frei, Rissveds, Berta e Keller. Fino a metà gara la condotta è prettamente tattica e ci si studia, limitandosi a qualche allungo tra Rissveds e Frei che si marcano strette per la classifica generale, ma con un nulla di fatto.
Alla fine, però, la mountain bike mette in luce i veri valori in campo e il verdetto non ammette mezze misure. Jenny Rissveds inizia a dettare un ritmo forsennato, facendo valere le sue innate doti di scalatrice e atleta endurance per sfiancare la concorrenza giro dopo giro. L’unica davvero in grado di resistere a quelle rasoiate e di impensierirla è Sina Frei.

L’epilogo e le italiane al traguardo
Il finale sorride alla dominatrice annunciata: Jenny Rissveds (Canyon XC Racing) vince di misura, confermando una forma strepitosa. La svedese sta conquistando una gara dopo l’altra e sta seriamente mettendo le mani sulla classifica di Coppa del Mondo. Alle sue spalle una coriacea Sina Frei (Specialized) si piega ma non si spezza, chiudendo seconda, mentre Savilia Blunk (Decathlon Ford) conquista una sorprendente terza piazza.
Per quanto riguarda i colori azzurri, dopo la bellissima vittoria di Corvi tra le Under23, in campo élite la migliore italiana è stata Martina Berta (Origine), che ha concluso la sua fatica in un’ottima sesta posizione. Più attardate le altre connazionali, con Teocchi trentesima e Cortinovis trentaquattresima.
Domenica andrà in scena la gara XCO: chissà se rivedremo lo stesso copione.














