Juri Zanotti dall’adrenalina del Laigueglia alla Coppa del mondo: «Gara molto dura, ma è un’ottima base per la stagione»

Juri Zanotti impegnato nel training camp di inizio stagione
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Nella galassia dei talenti multitasking della Mtb c’è anche Juri Zanotti. Per un giorno Laigueglia è diventata un lunghissimo “single track” sul quale misurarsi con il ciclismo su strada. Non una prima volta qualsiasi per il biker del BMC MTB Racing Team di Julien Absalon: il vice-campione del mondo Under 23 ha corso alla grande, ha combattuto e si è messo a disposizione dei capitani azzurri, per un’esperienza adrenalinica che sarà preziosa in vista degli impegni off-road. Juri Zanotti racconta il suo Trofeo Laigueglia, su quimtbmagazine.

Juri che esperienza è stata quella di ieri al Trofeo Laigueglia?

«Molto dura, ma bella dai! Molto formativa, perché è sempre una bicicletta, ma è totalmente diverso l’approccio alla gara e nelle fasi che contraddistinguono una gara su strada: è stata molto utile insomma. Un po’ come andare a scuola».

Come ti sei trovato con il commissario tecnico Daniele Bennati e con Daniel Oss, Kevin Colleoni e gli altri azzurri?

«Molto bene. Devo dire che Daniele (Bennati, ndr) come prima esperienza è stato molto bravo: ha capito le nostre esigenze da biker. Sapeva che nel finale avremmo potuto fare fatica, però è rimasto molto contento del lavoro che abbiamo svolto: ci ha messo al servizio dei capitani di giornata, Daniel Oss e Kevin Colleoni e quindi durante tutta la corsa abbiamo cercato di supportarli al meglio con i rifornimenti, con le posizioni, è stato bello vivere da dentro la corsa».

Come proseguirà da adesso in poi, il tuo calendario agonistico?

«Correrò ad Albenga il 12 marzo. Poi farò le due gare hors catégorie a Marsiglia e a Monte Tamaro e poi in Brasile».

Che Juri Zanotti esce da questo Trofeo Laigueglia?

«Sicuramente è stato un ottimo allenamento in vista della prima prova di Coppa del mondo, in programma nel mese di aprile. Mi porto sicuramente una grossa e nuova ventata di entusiasmo: è stata un’esperienza adrenalinica, ho vissuto anche la maglia azzurra della massima categoria del professionismo su strada. È stata una responsabilità grossa, ma è stato bello prendersela».