Fluckiger si espone sulle Olimpiadi: «Più facile essere tra i primi dieci alle Olimpiadi che in Coppa del Mondo»

Mathias Fluckiger ha vinto la Coppa del Mondo di Mtb 2021 (foto: Bartek Wolinski/Red Bull Media Content Pool)
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Se corri in mountain bike uno dei tuoi sogni più grandi non può non essere quello di correre alle Olimpiadi. È l’evento per eccellenza dello sport, il luogo in cui ogni atleta vorrebbe dare un perché ai sacrifici fatti in tutta la propria vita. È alle Olimpiadi che ogni atleta vorrebbe riuscire a tirare fuori il meglio di sé per vincere, magari pure per segnare un record olimpico.

Eppure per la mountain bike la situazione è un po’ diversa. Tutti sognano le Olimpiadi sì, ma non è la rassegna a cinque cerchi l’evento più competitivo dell’anno. A constatarlo è stato Mathias Fluckiger, che si è espresso in merito ai criteri di selezione delle Olimpiadi che rendono, secondo la sua idea, «più facile entrare tra i primi dieci alle Olimpiadi che tra i primi quindici in una gara di Coppa del Mondo».

Un’affermazione forte che, a primo impatto, potrebbe sembrare assurda. In realtà il ragionamento dell’attuale primo al mondo nel ranking è più che sensato. A partecipare in Coppa del Mondo ci sono tutti i migliori. Potrebbero tranquillamente esserci trenta svizzeri e solo altri trenta atleti di altre nazioni. Alle Olimpiadi invece ogni nazione può portare al massimo due atleti, la maggior parte solo uno. Un’eccezione viene fatta per il paese ospitante, ad esempio la Francia quest’anno avrà tre atleti a rappresentarla. Questo significa che se tra i migliori dieci del mondo ci sono cinque atleti della stessa nazione, solo due potranno esserci alle Olimpiadi. Quindi, ipotizzando che gli altri atleti siano tutti convocabili, dei dieci atleti più forti solo in sette saranno alla rassegna a cinque cerchi, il che sembra un controsenso. Questo discorso vale proprio per la Svizzera che si ritrova tre atleti tra i primi sei al mondo e sette svizzeri tra i migliori trenta. Uno tra Schurter, Forster e Fluckiger non sarà a Parigi. Sembra assurdo ma è la realtà.

Mathias ha parlato proprio della situazione che coinvolge lui e i suoi connazionali sul suo sito: «Naturalmente la situazione particolare della Svizzera crea pressione, perché in nessun altro paese la qualificazione ai Giochi Olimpici è così difficile. La Svizzera è al primo posto nella classifica nazionale, ma purtroppo per Parigi ci sono solo due posti per Paese. Da un lato, posso capire che il Comitato Olimpico Internazionale voglia integrare quanti più sport possibili e quindi debba limitare i posti, ma allo stesso tempo penso che sia un peccato che questo regolamento non possa far sì che ci siano i migliori ciclisti del mondo. Il risultato è che la gara più importante di questo sport non avrà la massima qualità».

Per questo il numero uno del ranking ha fatto una proposta per le prossime edizioni, lanciando anche una provocazione: «Almeno i primi 30 al mondo dovrebbero poter essere alle Olimpiadi. Potrebbe essere che questi criteri ci facciano dubitare dell’importanza di questo evento in futuro?». Mathias si è esposto, vedremo se altri atleti faranno lo stesso per un argomento che, come non mai, sarà di interesse per tutto il mondo della mountain bike viste le Olimpiadi di quest’anno.