
È stato presentato questa mattina nello splendido Vittoria Park il “dream team italiano“: così è stato rinominato il team Wilier-Vittoria da Luca Casali, voce di Eurosport e conduttore dell’evento. Un team italiano formato da un tridente così forte e affamato non si era mai visto. E Luca Braidot, insieme a Simone Avondetto e Juri Zanotti, è pronto a prendersi tutto.
«L’investimento degli sponsor è aumentato» dichiara Stijn Vriends, CEO di Vittoria, in un lungo videomessaggio d’augurio per la stagione verso i propri atleti.
«Abbiamo alzato l’asticella – continua Wvriends – e abbiamo grandi aspettative. Siamo orgogliosi di continuare a collaborare con un grande brand come Wilier e siamo sicuri di poter crescere insieme». Le bici affidate ai sette atleti sono le nuovissime Urta Max in color blu metallizzato e Braidot ha affermato di avere già un gran feeling col mezzo.
Oltre al tridente da sogno, nel roaster del team Wilier Vittoria sono stati ingaggiati Elian Paccagnella, campione italiano U23 al secondo anno nella categoria ed Ella MacPhee, la talentuosa canadese U23. Confermati infine i fratelli Heby e Gustav Pedersen, entrambi campioni nazionali danesi.

Per Luca Casali, Braidot sarà il capitano del team Wilier-Vittoria
Proprio sugli obiettivi del nuovo team Wilier-Vittoria abbiamo stuzzicato Luca Casali, voce di Eurosport.
Luca, cosa è lecito aspettarsi da questa squadra nel 2025?
«L’obiettivo di diventare un team da top 5 mondiale è assolutamente realizzabile. Per la prima volta vediamo una formazione italiana così forte e che può competere mettendo in atto i cosiddetti “giochi di squadra”. Braidot è nell’apice della sua maturità, Avondetto è pronto per portare a casa delle grandi vittorie e occhio ad Elian Paccagnella: è nella squadra giusta per sbocciare e coltivare il suo talento».
L’obiettivo a lungo termine di Luca Braidot è quello di conquistare una medaglia a Los Angeles. E’ realizzabile o rimarrà il sogno nel cassetto?
«È difficile ma non impossibile. Il percorso che porta a Los Angeles è lungo e Luca arriverà nel 2028 da trentasettenne, al limite dell’età agonistica. Per ora è meglio concentrarci su quello che può fare nel presente: la sua stagione inizierà alla Cape Epic e sono curioso di vederlo in azione».
Con una squadra così forte non potrebbero nascere problemi di gerarchie tra i corridori?
«Non penso che si possa materializzare questo tipo di problematica. Luca Braidot è il capitano del team e la differenza di età gioca a favore dell’equilibrio e dell’essere l’esempio da seguire per gli altri ragazzi.»













