
Non capita spesso di trovarsi ad avere a che fare con situazioni di fango estremo: in gara, però, è inevitabile. Infatti, un qualsiasi biker non rischierebbe di uscire sui trails nei periodi di pioggia eccessiva. I motivi sono principalmente due. In primis, il lavoro dei trailbuilders rischia di essere rovinato solcando i sentieri già comprimessi. E poi, ovviamente, la bici sarebbe sottoposta a una maggiore usura.
Quando certe condizioni devono essere affrontate in una competizione, invece, non si può far altro che pedalare.
Ma c’è un modo giusto di affrontare il fango?
Alla Gran Fondo Bassa Valdichiana abbiamo visto proprio questo scenario. Una settimana prevalentemente piovosa ha reso difficilissimo il percorso, in certi punti addirittura quasi ai limiti della praticabilità. La gara, però, non si ferma e i riders si sono sfidati nella fanghiglia. In situazioni simili, la guida non può che “adattarsi” le condizioni del terreno stesso. Vediamo come.
Lo scenario. La terra diventa quasi “liquida”: le ruote, qui, non fanno che scivolare in modo incontrollabile. Per di più, in certi punti, la pioggia copiosa potrebbe aver portato grossi accumuli di fango, o viceversa aver scoperto radici e sassi. Insomma, il maltempo cambia radicalmente l’aspetto di ogni sentiero, compromettendone inevitabilmente le traiettorie tradizionali.
Gomme. Potendo scegliere, sarebbe meglio affidarsi a una gomma più tassellata. L’anteriore diventa più controllabile e il posteriore riesce a garantire una miglior trazione. Non sarà come su un normale terreno bagnato, però: nel fango, anche coperture più “aggressive” daranno i loro grattacapi, persino a pressioni inferiori. Il terreno pesantemente compromesso richiede un cambio nello stile di guida per sfruttare al
meglio anche le caratteristiche dello pneumatico.
Velocità. Può sembrare strano, dato che ogni dettaglio invita a procedere con cautela, ma è importante mantenere una buona velocità. Non solo: rispetto alla solita posizione centrale, è più indicato un leggero arretramento. La somma di andatura e posizione in sella porta una maggior concentrazione del peso sul posteriore, facendo guadagnare trazione e stabilità. L’anteriore, invece, sarà più morbido, impedendovi
di affondare nei canali.
Traiettorie. Che linee scegliere? Fidatevi dei canali, entrate in uno e mantenete la direzione: sterzare significa quasi sempre cadere. Se intravedete delle zone d’erba, cercate di sfruttarle quanto più possibile: il grip sarà senz’altro maggiore.
Un esempio possiamo trovarlo nel ciclocross, all’ingresso in un banco di sabbia. Noteremo come gli atleti non si intimoriscano, anzi accelerino, spostandosi col peso sulla ruota dietro. L’avantreno, in questo modo sarà meno “pesante” nel terreno, garantendo un maggior controllo. Gli appassionati di motori sapranno che è una tecnica in uso anche nel motocross.Per fortuna, per coloro ai quali non piace
guidare nel fango, sta arrivando la bella stagione!














