Non è piaciuto agli appassionati puristi di settore, il mancato impegno di Tom Pidcock al Mondiale da neo campione olimpico. Il britannico ha dovuto, per doveri di team, dirottare i suoi impegni a La Vuelta di Spagna. Una scelta difesa a “spada tratta” da parte dei tifosi, meno dai puristi della Mountain Bike.
Proprio mentre andava in scena l’apoteosi mondiale di Nino Schurter in Val di Sole con la conquista del nono titolo mondiale, a poche migliaia di chilometri di distanza andava in scena la 14ª tappa de La Vuelta da Don Benito a Pico Villuercas di 166 chilometri. Il nostro campione olimpico si classificherà in quarta posizione a 1:12 dal vincitore di tappa Romain Bardet. Tuttavia, in classifica generale salirà solo in 69° posizione a un ora, e 53 minuti dal leader Eiking.
Per lui, dopo due settimane di Vuelta, nessuna azione di rilievo, nessuna fuga, nessuna vittoria. In diversi post sui profili social dirà che le gambe non ci sono e la condizione è molto lontana. Si diletta a dare spettacolo al pubblico con qualche impennata negli strappi, ma nulla più che gli onori la superba prestazione di Tokyo 2020.
Non è chiaro quando Pidcock riattaccherà il numero della sua Mtb. Già si parla del 2022. Una notizia di certo non positiva per il mondo della Mountain Bike, che vede in gara il proprio campione olimpico in rare occasioni.














