Il nostro viaggio tra gli stand dell’International Bike Festival continua a regalare sorprese. Passando in casa Pinarello, gli occhi sono caduti inesorabilmente su un pezzo di storia contemporanea del fuoristrada: la bici di Tom Pidcock.
La particolarità che ci ha fatto sorridere? Sul telaio c’è ancora la polvere della Val di Sole. Un dettaglio romantico che ci riporta direttamente alle battaglie del Mondiale di fine agosto, e quale palcoscenico migliore dell’IBF per analizzare da vicino la Pinarello Dogma XC iridata del talento britannico?
Sospensioni intelligenti: il dominio del RockShox Flight Attendant
Partiamo dal cuore pulsante dell’assetto di Tom Pidcock: il comparto sospensioni. A gestire le asperità troviamo il sistema RockShox Flight Attendant. Parliamo senza dubbio degli ammortizzatori elettronici più in voga del momento, una tecnologia che da un paio d’anni sta letteralmente dominando le scene in Coppa del Mondo.
L’ecosistema elettronico SRAM, d’altronde, sta cambiando radicalmente le carte in tavola. Forse, in termini di millisecondi assoluti, la cambiata sotto sforzo non trasmetterà la stessa sensazione di “fucilata” meccanica di altri sistemi, ma per i racer di altissimo livello rappresenta oggi l’apice tecnologico. Il motivo? L’interconnessione totale.
Un ecosistema interconnesso: il “cervello” nel misuratore di potenza
Sulla Dogma XC di Pidcock tutto dialoga all’interno della stessa “casa”: reggisella telescopico, deragliatore, sospensioni e persino il ciclocomputer. Questo livello di integrazione si traduce in una plancia di comando sul manubrio incredibilmente pulita.
Troviamo un cockpit estremamente libero: solo quattro pulsanti distribuiti su due collarini. Da una parte si gestisce il telescopico (su e giù), dall’altra si comanda il cambio (rapporto più duro o più agile). Il resto del lavoro sporco lo fa l’elettronica. Il vero “cervello” del sistema è il misuratore di potenza integrato nella guarnitura. Se impostato in modalità automatica, il sistema legge i watt erogati e l’inclinazione, decidendo in frazioni di secondo se aprire o bloccare le sospensioni. E credeteci: funziona che è una bomba, un sistema che attualmente fatica a trovare veri rivali.

Geometrie racing e rigidità: l’anima della Pinarello Dogma XC
Ovviamente, tutta questa tecnologia serve a poco senza un telaio all’altezza, e quando a guidare c’è un manico come quello di Tom, ogni finezza costruttiva fa la differenza.
La Pinarello Dogma XC si distingue per geometrie decisamente aggressive rispetto a gran parte della concorrenza. Un’impostazione telaistica pensata per le massime prestazioni che restituisce una reattività fulminea e uno scatto bruciante nei rilanci più violenti. Una vera e propria Formula 1 del Cross Country, che purtroppo vediamo apparire sui campi gara troppo poche volte rispetto a quanto vorremmo.
E voi, cosa ne pensate di questo concentrato di tecnologia? Siete pro o contro l’automazione totale delle sospensioni?
















