Sono passati alcuni mesi da quando abbiamo messo le mani sullo Shimano Deore XT Di2. Se vi siete persi le nostre considerazioni iniziali su quello che abbiamo definito “il gruppo elettronico definitivo per amatori“, potete recuperarle a questo link. Ora, dopo averlo maltrattato a dovere sui trail, è tempo di tirare le somme. Come accade ogni volta che si utilizza un componente per lungo tempo, nascono nuovi compromessi e si valutano possibili personalizzazioni. Ecco come si è comportato il gruppo sul lungo periodo e quali upgrade vi consigliamo.

Usura e manutenzione: “zero e porto zero”
Cominciamo dalla nota più positiva di tutte, che risponde alla promessa fatta da un gruppo pensato a tutti gli effetti per noi amatori: l’usura. Quante volte abbiamo dovuto mettere mano alla bici per sistemare qualcosa che non andava? Zero e porto zero.
Nonostante i chilometri, la catena è ancora in ottimo stato, i denti dei pignoni resistono in maniera eccellente e la guarnitura gira che è una meraviglia. Anche le pastiglie dei freni standard sono ancora in buono stato. E il cambio? Nonostante l’abitudine, la velocità resta esattamente la stessa: reattiva e precisa come il primo giorno.
L’upgrade consigliato: questione di pastiglie
La domanda sorge spontanea: cosa vorremmo cambiare? Un upgrade ci sentiamo di consigliarlo caldamente e riguarda l’impianto frenante. Non si tratta solo di normale routine di manutenzione: la necessità di un cambio pastiglie è emersa non appena abbiamo preso la totale confidenza con la bici, iniziando a spingere forte sui sentieri.
È proprio al limite che le pastiglie standard, seppur potenti e funzionali, hanno mostrato il fianco, facendoci mancare un po’ di immediatezza e modulabilità. La soluzione perfetta porta il nome di Shimano BP-J05A-RF. Potete visionare e acquistare queste pastiglie in resina con aletta di raffreddamento direttamente a questo link ufficiale.


Ergonomia personalizzabile al 100%
Avevamo già parlato del feeling con i pulsanti del cambio. Venendo dal mondo meccanico, caratterizzato da leve di azionamento ben più ampie, si potrebbe rimanere inizialmente spiazzati dalla compattezza del nuovo manettino Di2.
Tranquilli, è solo questione di prospettiva e di un pizzico di abitudine. L’upgrade, in questo caso, è insito nel device stesso. Se guardate bene dietro ai pulsanti, noterete delle viti specifiche: servono proprio per cambiare, ruotare e personalizzare l’orientamento dei comandi. Ergonomia al 100% per adattarsi allo stile di guida di ogni rider.

Crash Test (involontario): il ritorno automatico funziona!
La bassa manutenzione si unisce a un’affidabilità strutturale che abbiamo dovuto testare… a nostre spese. Ve l’avevamo detto: non avremmo preso a martellate il cambio per testarne il ritorno automatico. Ci bastava sapere che la tecnologia c’era. Ma la MTB è piena di sorprese.
Abbiamo giudicato male la traiettoria d’ingresso in una curva veloce e, sorpresi dal terreno smosso, siamo stati disarcionati dalla bici. La MTB è finita a terra proprio sul lato destro, picchiando duramente sul deragliatore posteriore, che si è subito disassato rispetto al pignone. Non appena abbiamo rialzato la bici, la magia: si è sentito un cigolio elettromeccanico e lo Shimano Deore XT Di2 è tornato da solo al suo posto, riallineandosi perfettamente!
Il verdetto? Qualche graffio inevitabile, ma nessun danno strutturale, batteria e funzionalità completamente illese e cambio che non ha avuto bisogno di alcuna regolazione. Pronti a ripartire!


La scelta dei rapporti: cassetta 10-51
Restando sul retrotreno, chiudiamo con una nota sulla scelta dei rapporti. Sulla nostra configurazione montiamo una cassetta pignoni 10-51 abbinata a una corona anteriore da 34 denti. Il pubblico è spesso diviso su queste dentature.
Nei periodi con “meno gamba“, salendo sulle rampe più ostiche che portano ai nostri sentieri preferiti, abbiamo fatto un po’ di fatica trovando quel 51 leggermente stretto. Servirebbe un dente in più dietro? Guardando il mercato le scelte sono omogenee, e secondo noi è ancora una volta questione di prospettiva. Riteniamo sia molto più sensato agire sulla corona anteriore: meglio tenere in garage un 32T da montare per i periodi di training meno intenso o per ripartire dopo gli stop. È un ricambio economico che fa sempre comodo avere di scorta!


Conclusioni: torneremmo indietro?
Era l’interrogativo principale dopo il test iniziale. La risposta è no. Ed ecco perché.
La velocità di cambiata, l’ergonomia e l’immediatezza (anche sotto sforzo) ci fanno godere appieno l’idea di utilizzare una tecnologia premium. Considerando che è ben più accessibile della controparte XTR e richiede una manutenzione nettamente inferiore, la soddisfazione raddoppia.
Infine, la potenza frenante. I freni XT ci stanno dando soddisfazioni immense in ogni contesto: dal fango delle prime uscite alla polvere di oggi, in montagna o a quote più basse, sui sentieri naturali come in bikepark. Rispondono sempre presente, potenti e modulabili sia sul veloce che nello scassato lento.
E voi, avete mai provato il gruppo Deore XT Di2? Trovate tutte le informazioni e i dettagli tecnici sul sito ufficiale Shimano.














