
C’è una nuova frontiera che potremmo definire come molto sottile. Non riguarda sospensioni rivoluzionarie o telai futuristici, ma qualcosa che fino a pochi anni fa sarebbe sembrato un’eresia: correre nel Cross Country con gomme Gravel (qui una passata analisi). Più volte ci sono stati avvistamenti negli ultimi anni.
A spingersi questa volta più lontano di tutti è Jenny Rissveds, campionessa europea XCC e iridata XCO, che sulla sua nuova Canyon Lux per lo Short Track di nove Mesto ha provato (ma non scelto) una configurazione estrema. Un video sui social mostra test di coperture ultra veloci firmate Schwalbe: le nuove G-One RS Pro e addirittura una soluzione liscia, G-One Speed.

Le G-One RS Pro sono considerate oggi tra le coperture Gravel più rapide sul mercato. Schwalbe le definisce “il pneumatico gravel più veloce della gamma”, progettato per offrire la minima resistenza al rotolamento possibile sui terreni duri. Il battistrada semi-slick con scolpitura minima centrale e tasselli laterali ribassati nasce infatti con un solo obiettivo: velocità assoluta. Poi ci sono le “Speed,” completamente lisce, per utilizzi tecnicamente semplici, come magari il ciclismo su sabbia (che è anche competitivo).
Ma la scelta per la gara del venerdì è ricaduta su delle più classiche Thunder Burt Race, da XC e con sezione visibilmente stretta (2.1”?). Nel caso di Rissveds, a completare il pacchetto c’erano ancora le affidabilissime ruote DT Swiss XRC 1200 (qui un approfondimento), riferimento assoluto nel mondo racing.


Ma come c’è stato modo di vedere c’è addirittura chi ha scelto set completi da Gravel (qui la notizia dell’alto profilo) per un confine sempre più labile tra le due bici (Mtb “veloce e Gravel racing). E’ chiaro. Il momento attuale è sicuramente piuttosto insolito: per il tradizionale XC gomme tassellate, sezioni abbondanti, carcasse leggere. Per l’XCC gomme estreme, addirittura specifiche per il Gravel. Prossimi passi?












