Negli ultimi anni la mountain bike ha cambiato pelle più volte, inseguendo una velocità che, da sistema, non riguarda soltanto le gambe degli atleti. Pneumatici sempre più larghi, geometrie moderne, cockpit integrati, sospensioni evolute e componenti derivati dalla strada hanno progressivamente ridisegnato le bici da Cross Country. Poi sono arrivati i copriscarpa aerodinamici, i body attillati e i caschi più filanti (qui un approfondimento).
Infine, quasi a completare il quadro, le ruote ad alto profilo e le prime 32 pollici da gara. Ma siamo davanti a una semplice successione di mode oppure a un’evoluzione tecnica con una direzione precisa?
Aerodinamica e ruote ad alto profilo: il Cross Country cerca velocità
Il filo conduttore è la ricerca della velocità. L’aerodinamica, per esempio, non è più un argomento esclusivo del ciclismo su strada: nelle gare XC, soprattutto nello Short Track, le velocità raggiunte rendono interessante anche un piccolo vantaggio nella penetrazione dell’aria. Da qui la comparsa di body, copriscarpa e caschi aerodinamici, soluzioni che sembravano estranee al mondo dei sentieri e che oggi fanno parte della ricerca della prestazione ai massimi livelli.
La stessa logica ha coinvolto le ruote. Nel 2026 Cannondale Factory Racing ha portato in gara cerchi Reserve ad alto profilo, con altezze di 48 e 53 millimetri, abbinati a coperture particolarmente scorrevoli. Una soluzione pensata soprattutto per i circuiti veloci dell’XCC, dove l’efficienza aerodinamica e il mantenimento della velocità possono fare la differenza. Non è una scelta universale, né una garanzia di successo su ogni percorso, ma dimostra quanto il confine fra strada, gravel e mountain bike sia diventato sottile.
Dagli pneumatici alle ruote da 32 pollici: la prossima rivoluzione della MTB?
Anche gli pneumatici raccontano il progresso. Da una parte si sono affermate sezioni generose, pressioni più basse e carcasse capaci di offrire sostegno e controllo sui fondi difficili; dall’altra, nelle gare più veloci e asciutte, alcuni atleti hanno sperimentato coperture strette, semi-slick e persino completamente lisce. È un dettaglio importante: la sperimentazione esiste, ma il compromesso fra resistenza al rotolamento, grip e sicurezza resta determinante.
E poi perché le 32, che forse sono ben più di un semplice passaggio, ma una “linea d’arrivo”. La nuova Van Rysel RCR-XC, annunciata per il 2027 di Coppa dl Mondo, porta questa nuova e dibattuta misura al centro di un progetto agonistico completo. Un progetto, quello della bici, coerente, e capace di compensare gli inevitabili compromessi in termini di ingombri e maneggevolezza.
La 32 pollici “definitiva” arriva come somma di tutte le tendenze osservate finora negli ultimi anni, all’insegna di velocità, efficienza, sicurezza, aerodinamica e integrazione. La domanda non è quindi se le 32 pollici siano una moda. Il calcio d’inizio è stato dato; adesso saranno le gare, più delle presentazioni dei produttori, a dirci se siamo davanti alla prossima (duratura) rivoluzione della mountain bike o a un semplice traguardo intermedio.















