
La Red Bull Rampage 2025, andata in scena questo weekend nel deserto dello Utah, ha confermato ancora una volta perché è considerata l’evento più estremo del mondo freeride mountain bike. Pochi giorni di riding nel terreno più ostile che esista (tra canyon, creste e salti di decine di metri) sono bastati per ribadire che qui ogni errore si paga caro.
Lo spettacolo è stato incredibile, ma anche segnato da tre brutti incidenti che hanno coinvolto l’americano Aiden Parish, lo svedese Emil Johansson e lo spagnolo Adolf Silva, costretti a lasciare la location della gara in elicottero dopo cadute violente. A questo si aggiungono anche le botte che hanno impedito allo statunitense Dylan Stark e al polacco Szymon Godziek di finire la propria gara. Su questi due atleti non si hanno ancora aggiornamenti ufficiali, ma si tratta di cadute che dovrebbero aver procurato danni minori.
La Red Bull Rampage di Parish finisce ancora prima di iniziare
Il primo a fermarsi è stato Aiden Parish, ventenne rookie alla sua prima partecipazione alla Rampage. Durante le sessioni di prova, il giovane statunitense è caduto rovinosamente su un salto, riportando la frattura del femore. Un infortunio serio che lo ha escluso ancor prima delle finali e che richiederà un lungo periodo di recupero. Parish, nonostante la sfortuna, ha già promesso di tornare più forte, incarnando lo spirito indomabile dei rider che sognano di sfidare il deserto di Virgin.
Aggiornamenti rassicuranti arrivano dopo la terrificante caduta di Silva
Nel giorno della finale è stato, invece, è stato il secondo turno a rivelarsi letale per due rider. Il primo è l’iberico Adolf Silva, il quale è stato protagonista di uno dei momenti più drammatici della Red Bull Rampage 2025. Nel corso della sua seconda run, il rider spagnolo ha tentato un double backflip, ma la rotazione si è interrotta a metà e la bici ha impattato con la ruota anteriore, catapultandolo violentemente al suolo.
L’incidente ha richiesto l’intervento immediato dell’elisoccorso. Una volta in ospedale, i medici hanno confermato che Silva ha riportato una lesione alla parte bassa della schiena, ma hanno rassicurato tutti sulle sue condizioni. «Dopo questo primo giorno di ospedale voglio ringraziare tutti per il pensiero che hanno avuto durante la notte. Ho riportato una lesione lombare e mi voglio concentrare solamente sulla mia guarigione. È bello avere la mia famiglia qui e sentire il sostegno di tutti voi ragazzi. Grazie, El Loco», ha scritto lo spagnolo sui social poche ore dopo la caduta. Molto bello anche il gesto del collega Cam Zink, che sempre su Instagram ha pubblicato una foto della sua visita al collega e amico in ospedale.
Anche per Johansson le notizie sono positive dopo il volo di domenica
Subito dopo, un altro brivido ha scosso la Rampage: lo scandinavo Emil Johansson, uno dei rider più attesi e rispettati del panorama mondiale, ha perso il controllo durante un tailwhip su uno dei salti più impegnativi del suo run, precipitando lungo il pendio roccioso. L’impatto è stato durissimo e ha richiesto l’immediato trasporto in elicottero.
In seguito, lo svedese ha spiegato di aver subito una lussazione dell’anca destra, poi rimessa in sede in ospedale, mentre i medici stanno valutando la necessità di un intervento per rimuovere frammenti ossei dall’articolazione.
«Brutta fine per la mia giornata di ieri a Rampage, ma sono grato di essere vivo e intatto, considerando le circostanze. Una situazione spaventosa: precipitavo cercando di aggrapparmi a tutto ciò che incontravo per rallentare… sono stato fortunato a riuscire finalmente a fermare la scivolata prima di cadere da un altro bordo. Un enorme ringraziamento a Sammy per aver cercato di prendermi e di tenermi fermo alla fine di quella parete rocciosa per molto tempo, impedendomi di scivolare finché non è arrivata l’équipe medica. La mia gamba destra era davvero brutta e non riuscivo a muovermi da lì senza un forte dolore… Un enorme ringraziamento all’équipe medica per avermi tirato fuori da lì nel miglior modo possibile!», rivela Emil.
«Ho subito una grave lussazione dell’anca destra che sono riusciti a riposizionare in ospedale… ma molto probabilmente dovrò operarmi per pulire l’acetabolo dai pezzi di osso. A parte questo, sono praticamente illeso!», ha dichiarato Johansson sui propri profili social, consapevole di aver sfiorato un incidente potenzialmente ben più grave.
La Red Bull Rampage è anche questo
Tre episodi diversi, ma legati dallo stesso filo rosso: la pericolosità della Red Bull Rampage, un evento che vive costantemente sul confine tra spettacolo e rischio estremo. Per molti è la massima espressione del freeride, un palcoscenico dove tecnica, coraggio e controllo si fondono in una danza con la paura. Gli incidenti di Parish, Johansson e Silva ricordano quanto sottile sia la linea che separa la gloria dal pericolo, ma anche quanto profondo sia l’amore di questi atleti per la montagna, la velocità e l’adrenalina.
La speranza ora è una sola: vederli tornare in sella, più forti e determinati, alla prossima edizione della Red Bull Rampage.












