Canyon, Lux cambia identità: la Trail cresce e “si ritrova” fuori dall’XC

La nuova Lux Trail
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Poco fa la Lux, ora la Lux Trail. Canyon sta rispolverando tutta la sua gamma, dal mondo road fino al fuoristrada “completo”. Le due versioni della stoica full-suspension di Canyon oggi si allontano, spostandosi entrambe “più in alto”… E trovando forse le “giuste” destinazioni d’uso.

Lux Trail: un’anima ben precisa

La Lux World Cup resta una bici pensata per il Cross Country più agonistico (ora aggiornata ai 120). La Lux Trail ritrova lo slancio discesistico spostando con decisione l’asticella verso il trail riding, aumentando escursione, stabilità e capacità in discesa.

La nuova generazione è stata riprogettata e non rappresenta semplicemente una Lux con qualche millimetro di escursione in più. Canyon ha lavorato per creare una bici capace di unire le qualità di una moderna DC (acronimo di “Downcountry”) con quelle di una trail bike leggera, prendendo il meglio non solo dalla piattaforma Lux, ma anche dalla Neuron CF e dalla Spectral per quanto riguarda il comportamento dinamico.

Nuove geometrie per un nuovo stile di guida

Il cambiamento più evidente ha riguardato proprio la geometria. L’angolo di sterzo si è aperto fino a 64,8°, oltre due gradi in meno rispetto alla generazione precedente, mentre sono cresciuti reach, stack e interasse (qui un approfondimento: https://www.quimtbmagazine.it/2025/04/01/reach-e-stack-due-parametri-base-per-valutare-le-dimensioni-di-un-telaio/).

Il risultato è una posizione di guida più centrale e una maggiore stabilità quando il sentiero diventa ripido e tecnico. Anche i foderi posteriori sono stati differenziati in base alla taglia: 435 mm per XS, S e M, 440 mm per L e XL, così da mantenere un comportamento equilibrato per ogni statura.

Più escursione… con meno peso!

A crescere sono anche le sospensioni. Per la versione 2027 avanti arrivano forcelle da 140 mm (20 mm di escursione in più rispetto al passato) e steli da 36 mm per incrementare. Dietro l’escursione è passata da 115 a 125 mm, mantenendo il sistema con flessione controllata dei foderi in carbonio (qui un approfondimento:https://www.quimtbmagazine.it/2025/09/23/flexpivot-e-carbonio-intelligente-la-flessione-che-diventa-sospensione/), una soluzione che elimina uno snodo tradizionale riducendo peso, componenti e manutenzione.

Ma nonostante tutti gli incrementi citati, tra cui quello di escursione e capacità in discesa, il nuovo telaio in carbonio pesa appena 1.850 grammi in taglia M, circa 200 grammi meno rispetto alla precedente Lux Trail. Un risultato ottenuto attraverso un lavoro di ottimizzazione della laminazione del carbonio e della distribuzione del materiale. Il tutto di pari passo con la consueta robustezza tedesca. Il telaio soddisfa infatti gli standard Canyon di Categoria 3, pensati per gli utilizzi più gravosi.

La “vecchia” Trail veniva molto utilizzata anche per gare XC, anche (in maniera fissa) da CLLCTV

Un miglioramento sotto tutti i punti di vista…

Anche la cinematica delle sospensioni è stata rivista. Rimane elevato il supporto in pedalata grazie a valori di antisquat studiati per limitare il bobbing. Mentre la progressività della sospensione aumenta nella parte centrale e finale della corsa.
Canyon ha inoltre cercato di isolare le forze della frenata dal lavoro della sospensione attraverso un supporto dedicato per la pinza posteriore, migliorando il funzionamento anche nelle staccate più intense.

Praticità prima di tutto

La praticità non è stata trascurata neanche stavolta. Il vano portaoggetti integrato nel tubo obliquo è stato ampliato, completamente impermeabilizzato e dotato di una nuova chiusura. Mentre tutti gli allestimenti includono una borsa interna e un multiutensile dedicato.

Questo, come detto, a conferma della vocazione più aggressiva della nuova Lux Trail, che dopo una parentesi anche in Coppa del Mondo XCO e XCC “si riscopre” trail bike (di livello) vera. La bici debutta (è già sul sito) in quattro allestimenti, dalla CF 6 alla CF 9, tutti basati sul nuovo telaio in carbonio e accomunati dall’obiettivo di offrire una delle interpretazioni più moderne della categoria Downcountry: una bici leggera, veloce in salita ma decisamente più efficace (più di sempre) quando il sentiero punta verso il basso.