5 consigli per controllare la tua mtb prima di ogni uscita

Manutenzione, cavalletto
Fissando la morsa del cavalletto sul telaio, è opportuno evitare pressioni eccessive.
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Sempre alla ricerca di nuovi consigli per migliorare il tuo riding? Fortunatamente, sei nel posto giusto! In questo articolo analizzeremo 5 setting di base per godere al meglio della tua uscita in mtb. Cominciamo!

  1. La pressione delle gomme

Potrà sembrare un consiglio banale e scontato: ma la pressione corretta degli pneumatici fa una differenza abissale sotto tutti i punti di vista. Avere un riferimento numerico sul manometro digitale vi consentirà di fidarvi della bici già dalla prima curva. Il tutto, indipendentemente dalle condizioni meteo.

Sapere esattamente qual è il vostro target di gonfiaggio in una giornata uggiosa, soleggiata, umida o secca cambia totalmente il feeling di guida. E così, anche in caso di cambio gomme, saprete esattamente da dove iniziare per i primissimi giri con il nuovo componente

Dunque, cosa aspettate, procuratevi un manometro digitale!

Schwalbe
Manometro digitale e controllo della pressione delle gomme
  1. Rebound sospensioni, consigli pratici

La questione del rebound, ovvero del ritorno delle sospensioni in seguito a una compressione, è una tra le più dibattute. Vediamo, insieme, come regolarlo al meglio.

Prima di tutto, è necessario avere un sag (static axle gap) adeguato alla tipologia di mtb che stiamo utilizzando. Cos’è il sag? E’ l’affondamento statico dei nostri ammortizzatori, cioè la percentuale di infossamento che hanno con il nostro peso sulla sella. 

Come varia? Come abbiamo detto, in base alla tipologia del mezzo. Su una bici da xc, non deve eccedere oltre al 25%. In enduro, trail e all-mountain, invece, si arriva fino anche al 30/35 percento. Insomma, c’è differenza!

Tornando alla regolazione dei ritorni, questi determineranno quanto velocemente la vostra forcella o il vostro mono si “ridistendono” dopo aver incassato un colpo. Ciò dipende da due fattori: dalla vostra sensibilità di guida e dal terreno che adrete ad affrontare. 

Infatti, molte asperità ravvicinate richiedono un ritorno più veloce in modo da favorire la prontezza degli ammortizzatori in poco tempo. Viceversa, un percorso lento e – come nel nostro caso attuale – fangoso, viscido o guidato, permette un ritorno più lento per favorire la guida. 

Il mono: l’ammortizzatore posteriore delle full-suspension
  1. Freni “spugnosi”

C’è poco da fare, quando il feeling sul freno è “spongy” ma le pastiglie sono buone, allora il consiglio è quello di fare uno spurgo. Probabilmente si è formata una bolla d’aria nel circuito: la frenata non è immediata e decisa. Certo, non fermerà il riding, tuttavia dovrete prestare molta attenzione ad anticipare il braking point

  1. Un olio, mille usi

Per chi usa ancora la tecnologia a cavo meccanico, il bloccaggio remoto e il manettino del telescopico: il nostro consiglio è di mantenerli sempre ben lubrificati. Non sottovalutatelo! 

Prima di ogni uscita, o (meglio) dopo ogni lavaggio sarebbe opportuno lubrificare ogni componente meccanico per favorirne il corretto funzionamento. 

Nel caso di cambio e catena, già lo sapete, esistono tantissimi oli specifici anche in base alle condizioni esterne. Per cavi e guaine, non esagerate: basta poco per mantenere un corretto scorrimento degli stessi.

  1. Serraggi rapidi: il nostro consiglio è la dinamometrica

Una ricontrollata alle viti dei serraggi rapidi è sempre opportuna, il consiglio salvavita per evitare sorprese indesiderate. Una stretta ai perni passanti, agli snodi del carro posteriore e alla serie sterzo non fa mai male, specialmente a seguito di un lungo periodo di inutilizzo, o prima un’uscita particolarmente esigente.